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Flora: Incontri Professionali al Mercato dei Fiori di Ercolano
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Data: 02/02/2012
Titolo: Floricoltura campana, a rischio 10mila posti per il caro-gasolio

 


In 5 anni il prezzo del gasolio agricolo è aumentato del 37,8 per cento passando da 0,66 centesimi al litro nel 2005 a 0,91 nel 2011. E così i costi energetici per il riscaldamento delle serre sono diventati insostenibili per molti floricoltori campani che rinunciano a produrre determinate varietà “calde” nei mesi invernali impoverendo l’offerta sul mercato. Sono a rischio tutte quelle specie che necessitano di un riscaldamento tra i 12 e i 20 gradi: rose, gerbere, anthurium, lilium orientali, lisanthius, solidago, alstroemeria per citare solo alcuni fiori. Dimezzata la produzione di rose negli ultimi 5 anni (da 171 ettari nel 2006 a 91 nel 2011), addirittura ridotta di un terzo quella dei lilium orientali (da 190 ettari ad appena 60 nel 2011).


Sono questi i dati emersi oggi pomeriggio nel corso del convegno “Floricoltura e costi energetici: impianti a biomasse come alternativa al caro-gasolio” che si è tenuto al Mercato dei Fiori di Ercolano. “Se non interveniamo subito rischiamo di perdere 10mila posti di lavoro in un paio di anni” dice Salvatore Colonna, presidente del Con.Flo.Mer. (Consorzio per lo sviluppo della floricoltura nel Meridione) che denuncia anche una perdita complessiva di ettari coltivati in serra di ben il 30 per cento in soli due anni. “Il prezzo del gasolio in continuo aumento ha messo in ginocchio la maggior parte delle aziende che non riescono più ad essere competitive rispetto ai colleghi olandesi che usano impianti a metano o a cogenerazione per riscaldare le serre oppure delocalizzano le produzioni di fiori ‘caldi’ in Ecuador, Bolivia, Colombia, Kenya”.


In 5 anni il consumo di gasolio agricolo per riscaldare le serre si è ridotto addirittura del 477 per cento, passando da 33 milioni di litri ad appena 5,7, inducendo molti a coltivare varietà “fredde” o ad utilizzare altri sistemi di riscaldamento.


Il Conflomer ha lanciato una proposta: riscaldare le serre con impianti a biomasse ottenendo un risparmio del 60 per cento rispetto al gasolio. “Ecco perché – ha detto Colonna – abbiamo invitato alcuni produttori di caldaie a biomasse (Tecnova, Pasqualicchio e GM) per esporre i vantaggi energetici delle nuove tecnologie e i responsabili degli enti Parco per cercare di produrre la biomassa sul nostro territorio e attivare, così, una filiera virtuosa”. Presenti all’incontro anche Antonio Di Donna, funzionario del Se.Sirca della Regione Campania e il responsabile della sede Unicredit di Ercolano per cercare forme di finanziamento agevolato per il costo iniziale dell’impianto.


 

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